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Appartamenti per l’autonomia

Una casa, due tutor, tre compagni: per accompagnare i neo maggiorenni alla grande sfida dell'autonomia!

Alloggi per l’autonomia di tipo educativo

L’appartamento è destinato a quei giovani neomaggiorenni (i Care Leavers) che, vivendo fuori dalla loro famiglia d’origine, hanno bisogno di misurarsi in uno spazio tutelato di autonomia.

Accompagnati da figure educative di riferimento e da un intenso lavoro di rete sul territorio, questi giovani matureranno la loro progressiva e totale indipendenza

Fondamentali per questa sfida sono il principio dell’appropriatezza e della partecipazione attiva, per cui per ciascun Care Leaver il progetto educativo individualizzato viene stilato e sottoscritto dai tre attori: il giovane, il Servizio Sociale di riferimento che ha in carico i ragazzi e il Tutor per l’autonomia.

Con questo servizio (operativo 365 giorni all’anno, 24ore su 24) i giovani neo maggiorenni hanno la possibilità di vivere un’esperienza educativa densa, accelerata e significativa che permetta loro di imparare a gestire una casa, organizzare il proprio tempo, gestire le proprie risorse economiche, siano essi studenti o lavoratori, contando sempre sulla presenza e la supervisione di figure professionali che costituiscono un riferimento educativo costante, perchè

“il viaggio è vero solo se c’è compagnia, cresci solo se qualcuno traccia insieme a te la via!” 

Costellazione, Eclisse  – ft le ragazze de laBanda
Guarda il video su YouTube 

Vuoi saperne di più? Leggi la Carta dei Servizi, oppure scarica qui il file in formato *.pdf.

Servizio appartamenti per l'autonomia
Carta dei servizi

Le origini

La Cooperativa laBanda offre da due decenni un Servizio Appartamento costituito da una comunità educativa residenziale leggera per minori appartenenti a famiglie impossibilitate al pieno svolgimento del loro ruolo educativo.
Una volta concluso il percorso con questo servizio molti sono i ragazzi e le ragazze che, raggiunta la maggior età, non hanno la possibilità di ritornare nel loro nucleo famigliare, poiché troppo disfunzionale e non idoneo ad acquisire quelle autonomie personali e professionali necessarie per diventare adulti.

Si rileva dunque che il raggiungimento della maggiore età non può corrispondere all’improvvisa scomparsa del sistema di tutela e protezione che, per anni, ha aiutato un/ a ragazzo/a a crescere in contesti alternativi alla famiglia di origine, nella quale spesso poi non è possibile il rientro poiché le condizioni di rischio o vulnerabilità non sono di fatto realmente mutate e migliorate1.

Il servizio Appartamenti per l’Autonomia dunque prende il via dall’incontro tra i bisogni reali e concreti riscontrati nel lavoro educativo sul nostro territorio e il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 523 del 6/11/2018. Quest’ultimo propone la sperimentazione di interventi in favore dei care leavers, ovvero verso coloro che al compimento della maggiore età vivono fuori dalla famiglia d’origine sulla base o meno di un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Sperimentazione ufficializzara e determinata dal D.g.r del 18 febbraio 2020 – n. XI/2857 di regione Lombardia che decreta la nascita degli alloggi per l’autonomia di tipo educativo.

Il servizio Appartamenti per l’Autonomia vuole rimanere ben incastonato all’interno di una costellazione più ampia di altri servizi offerta dalla Cooperativa laBanda, costituita principalmente da i quattro Appartamenti protetti citati pocanzi con sede a Castellanza e il Progetto Mappa, una rete di famiglie d’appoggio attiva intorno ai ragazzi di questi servizi.

È dunque nevralgico sottolineare come il servizio Appartamento per l’Autonomia sarà collocato dentro a questa costellazione di servizi, per renderlo ancora più ancorato al territorio, inserito all’interno di relazioni che potranno risultare vitali e importanti per i giovani che usufruiscono di questo servizio.

1 Decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 523 del 6/11/2018, p. 24.

Di cosa si tratta

Sono abitazioni che garantiscano a giovani maggiorenni in condizioni particolari di fruire di un percorso di sostegno all’acquisizione di autonomia in ambienti di vita
autonoma, in modo personalizzato pur all’interno di un contesto di tutela. Si tratta dunque di unità abitative autonome, aperti 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, dove i giovani neo maggiorenni hanno la possibilità di vivere un’esperienza educativa densa, accelerata e significativa che permetta loro di imparare a gestire una casa, organizzare il proprio tempo, gestire le proprie risorse economiche, siano essi studenti o lavoratori, contando sempre sulla presenza e la supervisione di figure professionali che costituiscono un riferimento educativo costante.

In questo modo si permette loro di portare a termine il proprio progetto formativo, acquisendo quelle abilità personali, sociali e professionali necessarie al raggiungimento dell’autonomia adulta.

I destinatari

Come previsto dall’unità di offerta del D.g.r del 18 febbraio 2020 – n. XI/2857 di regione Lombardia i destinatari del servizio Appartamenti per l’Autonomia sono giovani dai 18 ai 21 anni, (con possibilità di accogliere fino ai 25 anni in presenza di particolari esigenze educative debitamente ponderate, valutate
e autorizzate) che presentano caratteristiche di personalità che non consentono loro di poter risiedere in Comunità educativa (o in famiglia affidataria), o che, appartenenti alla categoria dei “care leavers” abbiano bisogno di soluzioni educative che privilegino l’accompagnamento verso l’autonomia accanto alla tutela.

I destinatari sono dunque neomaggiorenni residenti in Italia che al compimento della maggiore età hanno un progetto educativo in essere, sulla base di un provvedimento di tutela da parte dell’autorità giudiziaria (proseguo amministrativo), o sulla base di un progetto con i Servizi Sociali di riferimento.

Il progetto è rivolto a utenti maggiorenni che necessitino di un’ultima fase progettuale per essere accompagnati ad una sufficiente e dignitosa autonomia.

In particolare il servizio Appartamento per l’Autonomia non include destinatari con:

  • Gravi disturbi psichiatrici
  • Gravi disabilità
  • Dipendenze da sostanze
  • Comportamenti antisociali importanti.

Il metodo educativo

Il metodo educativo dell’Appartamento per l’Autonomia vuole puntare su alcuni fondamentali pilastri educativi e pedagogici.

Cura delle proprie risorse economiche

La gestione dell’economia quotidiana e il miglioramento della capacità di risparmio è indubbiamente uno tra gli obiettivi del servizio. Si lavora affinché ogni giovane sia in grado di gestire le proprie risorse economiche organizzandole: per l’affitto (con una quota simbolica da versare ogni mese), per le spese vive quotidiane (spesa, bollette, accessori per la casa…) e per l’uso personale (vestiti, passatempi…). Lo strumento prediletto per questo obiettivo sarà, oltre che la relazione uno ad uno con il tutor per l’autonomia,anche il diario delle spese, uno strumento flessibile che sarà predisposto per aiutare i neomaggiorenni a monitorare il proprio budget disponibile2.

Cura del focolare domestico

La cura degli spazi è una dimensione nevralgica poiché i luoghi dell’educazione devono essere vissuti, abitati, resi propri, perché danno la cornice entro cui i care leavers possono sperimentarsi. “Questi spazi pensati a partire dall’attenzione al vissuto sono sempre anche spazi del possibile, del trascendimento volto a provocare le possibilità celate e latenti nei soggetti”3. Un grande lavoro dunque è dedicato alla gestione e la cura della casa. Tra compagni d’Appartamento e con la supervisione dell’educatore di riferimento si apprendono e mettono in pratica le buone regole per l’organizzazione dello spazio abitativo, dalla pulizia, all’ordine degli spazi comuni e personali, alla gestione dei compiti condominiali.

Cura delle relazioni domestiche

Il luogo privilegiato per condividere l’esperienza educativa è la relazione tra i neo maggiorenni che abitano l’Appartamento. Dunque un importante lavoro personale e di gruppo è sulle regole, norme e consuetudini per saper vivere con altre persone nel medesimo spazio. Seppur individuale, unico ed esclusivo, il progetto è anche di gruppo, poiché la dimensione del gruppo non è affatto irrilevante, in quanto da essa dipendono le dinamiche interpersonali centrali nel progetto educativo. Nei piccoli gruppi (meno di 5 persone) tendono a stabilirsi rapporti faccia a faccia, scambi centrati su forme di confidenza e di intimità4, seppur faticosi, molto preziosi per il percorso di crescita e autonomia.

Cura delle autonomie personali

Un obiettivo fondamentale per i neo maggiorenni sarà apprendere e consolidare l’uso intelligente ed efficacie del tempo libero, poiché esso è una dimensione vitale per la crescita di ciascuno: lavorare sulle autonomie personali significa dunque accompagnare a scoprire eventuali sport, attività di volontariato o di altre sensibilità artistiche o culturali.

Cura del proprio territorio

Per educare all’autonomia è essenziale curare l’inclusione nel tessuto sociale in cui l’Appartamento è inserito: conoscenza dei negozi, servizi pubblici e privati, luoghi di ritrovo… Questo permette un respiro più ampio del semplice nucleo abitativo, allenando alla relazione con la cittadinanza e la società circostante.

Cura della propria interiorità

Il progetto può prevedere un accompagnamento psicologico in strutture specifiche (pubbliche o private), che possa accompagnare ogni giovane alla rilettura più puntuale della propria storia, delle proprie fatiche, ferite e potenzialità. Con un importante e costante lavoro su di sé, il neo maggiorenne che usufruisce dell’Appartamento per l’Autonomia potrà sperimentare e riconoscere il cosiddetto concetto di resilienza assistita5 che descrive quei meccanismi interni ed esterni che aiutano a costruire un argine contro gli effetti di gravi esperienze di trauma; per favorire la resilienza assistita si privilegia un intervento educativo che punti sulle forze, piuttosto che sui deficit, sui fattori di protezione, piuttosto che sui fattori di rischio.

Cura della propria affettività e sessualità

I ragazzi e le ragazze care leavers sono in procinto di lasciare l’età dell’adolescenza per diventare ufficialmente giovani uomini e giovani donne, per questo motivo la cura del proprio corpo, in particolare della propria affettività e sessualità è un aspetto nevralgico per l’autonomia personale. Si ritiene necessario promuovere un’educazione sessuale che parta dall’ascolto dei vissuti esperienziali6 e promuova il senso autentico della responsabilità e della conoscenza profonda di sé. Se necessario, nello specifico si possono prevedere visite specialistiche nei consultori del territorio, e più in generale si prevede un accompagnamento alla vita affettiva e amorosa che ogni persona matura e sviluppa soprattutto in questi anni di crescita.

Cura della propria formazione e professionalità

La ricerca e l’inserimento lavorativo presso aziende del territorio, o il terminare il percorso di studi, è uno degli obiettivi principali della permanenza nel progetto. Questo può avvenire tramite servizi specifici di inserimento lavorativi del territorio, centri per l’impiego o ricerca personale ad hoc.

2 Ibidem, p. 19.
3 Cfr. E. Musi, Spazio e vissuti in Iori V (a cura di), Quaderno della vita emotiva. Strumenti per il lavoro di cura, Franco Angeli, Milano, 2009.
4 P. Berolini, L. Caronia, Ragazzi difficili, Franco Angeli, Milano, 2015, p.4
5 Decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 523 del 6/11/2018, p. 30.
6 A. Augelli, Erranze, Franco Angeli, Milano, 2011, p.59.

Équipe educativa

Secondo quanto indica il sapere e gli studi del settore, laBanda propone e garantisce la presenza sul Progetto di diverse figure con titolo ed esperienza adeguati.

Figure professionali:

Come richiesto dai requisiti minimi di esercizio ed i criteri regionali di accreditamento per le unità d’offerta sociale sino ad ora individuate dalla giunta regionale nel D.g.r del 18 febbraio 2020 – n. XI/2857 di regione Lombardia le figure professionali presenti sono:

  • 1 responsabile di servizio
  • 1 coordinatore educatore

Il coordinatore educatore del Servizio è per scelta un educatore che opera concretamente all’interno dell’Appartamento a diretto contatto con i neo maggiorenni e ha il ruolo di regia e verifica del progetto educativo individualizzato (PEI) di ciascun giovane.
I suoi compiti possono essere collocati in tre diverse aree: area gestionale, area del lavoro sul territorio e area educativa/clinica. Nell’area gestionale rientrano le varie organizzazioni, orari degli operatori, trasporti, gestione economica, rendicontazioni, attività straordinarie. La seconda area comprende il lavoro con il territorio, contatti con i Servizi e le Agenzie che intervengono a favore del giovane, collegamenti con altri Progetti e iniziative, nuove progettazioni… Nell’area educativa infine è compreso il compito di favorire l’attuazione delle linee programmatiche del progetto nella sua globalità e nella specificità di ogni progetto individuale sul giovane coerentemente con gli obiettivi prefissati.

Il coordinatore educatore inoltre ricoprirà il ruolo previsto dalla sperimentazione ministeriale del tutor per l’autonomia7 (il tutor deve essere una persona con esperienza almeno triennale nel lavoro di orientamento e in quello motivazionale delle ragazze e dei ragazzi). Questa figura svolge una funzione di accompagnamento allo “svincolo” che si deve produrre nel passaggio verso l’età adulta con i cambiamenti legati al processo di uscita in autonomia dalla comunità o dalla famiglia affidataria. Il passaggio verso l’età adulta si snoda in una sorta di mobilità tra sistemi e diversi universi relazionali (la famiglia di origine, la famiglia affidataria, la comunità, i servizi, gli amici, gli insegnanti e altri contesti di socializzazione e di cura) in un percorso di continua ristrutturazione e ridefinizione della trama dei rapporti. Il tutor per l’autonomia, di conseguenza, è impegnato a sostenere le finalità e gli obiettivi della sperimentazione nazionale e dei progetti individualizzati delle ragazze e dei ragazzi coinvolti, in particolare:

attivare e finalizzare i contatti con i servizi socio-sanitari, formativi, del lavoro e altri per favorirne l’accesso da parte del ragazzo/ragazza;
favorire il processo di empowerment dei ragazzi e delle ragazze in relazione alla gestione delle attività e degli impegni di cura quotidiana;
supportare il percorso attuativo dei progetti individualizzati attraverso una stretta collaborazione con tutti i soggetti coinvolti;
partecipare all’Équipe multidisciplinare;
collaborare alla realizzazione della attività di monitoraggio e valutazione.
Nell’ambito dell’intervento laBanda coinvolge, come già in uso nei propri servizi, professionisti che garantiscano all’équipe una supervisione di tipo pedagogico in collaborazione con il CSRM che coinvolge docenti del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università di Milano Bicocca.

  • 1 educatore

Per l’attuazione del PEI è necessario prevedere figure specialistiche coerenti con gli obiettivi del progetto. Per le UdO di nuova attivazione, l’operatore socioeducativo è individuato nell’educatore professionale in possesso almeno della laurea triennale o magistrale L19. ed è la figura educativa reperibile 24 h su 24.


Altre figure impiegate:

Volontaria/o: al volontario che dichiara la disponibilità a collaborare viene chiesto, dopo una accurata valutazione, di pensare ad una propria specificità da portare e donare gratuitamente all’interno del progetto, compatibilmente con gli obiettivi, i tempi e gli spazi del progetto educativo.

7 Decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 523 del 6/11/2018, p. 57.

Gli appartamenti

Come richiesto dai requisiti minimi di esercizio ed i criteri regionali di accreditamento per le unità d’offerta sociale sino ad ora individuate dalla giunta regionale al D.g.r del 18 febbraio 2020 – n. XI/2857 di regione Lombardia, ogni alloggio garantisce il possesso dei requisiti previsti da norme vigenti in materia di civile abitazione.

L’alloggio garantisce i seguenti spazi: cucina, soggiorno/pranzo, camere da massimo 3 letti, un bagno, dotato di vasca/doccia, lavabo, bidet, vaso

Attualmente l’Appartamento per l’Autonomia Care Leavers è:
Casa di Jo, situato in centro al Comune di Olgiate Olona. Un trilocale completamente arredato, con 3 posti letto, destinato alle neo maggiorenni di sesso femminile.

Accesso al progetto

L’accesso e la segnalazione al servizio avviene tramite i servizi sociali del territorio e/o della Tutela Minori.
Dopo un primo colloquio tra il coordinatore del progetto e i servizi (in cui avviene un’attenta e approfondita presentazione del giovane), il coordinatore verificherà se vi siano i presupposti per l’accesso al servizio. Se vi è la possibilità d’accesso si stabiliscono una serie di incontri tra il neomaggiorenne e il coordinatore per illustrare il regolamento interno dell’Appartamento e creare insieme un patto educativo da stilare e firmare insieme al neo maggiorenne, l’educatore di riferimento e i servizi sociali, in cui vengono definiti gli obiettivi ma soprattutto i passi concreti per raggiungerli. Come previsto dal decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 523 del 6/11/2018 a p. 27 infatti si predilige il principio dell’appropriatezza, secondo il quale l’appropriatezza rappresenta una dimensione della qualità degli interventi, insieme ad un altro principio fondamentale, quello della partecipazione attiva dei care leavers alle scelte che li riguardano e all’attuazione dei progetti educativi. Dare ai neo-maggiorenni la possibilità di partecipare alle scelte sul proprio percorso aumenta il loro senso di responsabilità e la determinazione nel rispettare i propri obiettivi8.

In seguito a questa prima fase di conoscenza, di definizione e firma del patto educativo si dà il via all’inserimento nel nucleo abitativo.

8 Ibidem, p. 27.

Tempi di permanenza

Il patto educativo cofirmato e gli obiettivi educativi per l’autonomia hanno una durata di 6 mesi, al termine del quale sono verificati, aggiornati e rinnovati per tutto il tempo necessario (per un massimo di 36 mesi). Dunque i tempi di permanenza sono regolamentati di volta in volta in base ai progetti individuali, redatti e verificati a cadenza periodica dall’equipe educativa insieme ai Servizi invianti.

Dimissioni dal progetto

Le dimissioni dal progetto avvengono seguendo il raggiungimento degli obiettivi previsti.
L’equipe educativa si riserva di interrompere il progetto (previo contatto con i Servizi) qualora il maggiorenne non rispettasse ripetutamente il patto educativo legato al progetto di autonomia, o compisse gravi violazioni del codice civile o penale.

Giornata tipo

L’Appartamento per l’autonomia è aperto 24 ore, sette giorni su sette, quindi la giornata si modula a seconda degli impegni lavorativi, di studio e di svago dei singoli giovani.
In ogni caso è possibile delineare una giornata tipo che si articola così come segue con alcuni orari obbligatori per consentire la vita comunitaria:

  • Mattino: sveglia in base all’impegno di lavoro o di studio.
  • Pranzo e pomeriggio: in autonomia.
  • Sera: rientro e orari comuni per tutti i giovani dell’Appartamento (gli orari specifici sono inseriti nel regolamento che sarà illustrato e sottoscritto dai neo maggiorenni).

Servizio a bassa soglia

Appartamento per l’autonomia come polo di riferimento per altri giovani maggiorenni

L’Appartamento per l’Autonomia vuole essere un punto di riferimento e una possibilità educativa verso l’autonomia, anche per quei giovani maggiorenni che vivono nel medesimo territorio ma abitano ancora nel loro nucleo famigliare.
Il progetto individuale e il monte ore di frequenza sono stipulati in accordo con i servizi invianti e il neo maggiorenne, e può consistere in:

  • Tutoraggio all’educazione dell’aspetto economico
  • Tutoraggio all’educazione per la propria cura personale (medica, affettiva, sessuale…)
  • Tutoraggio all’educazione del proprio tempo libero
  • Tutoraggio nel terminare il percorso di studi e intraprendere la ricerca attiva di un impiego lavorativo
  • Momenti di condivisione (cene, gite nel weekend, uscite serali…).

Costi

Appartamenti per l’autonomia Care Leavers

La retta per ogni neomaggiorenne è definita e modulata secondo l’autonomia economica di ogni giovane.
Su richiesta dei Servizi interessati, sarà fornito un preventivo specifico e dettagliato dei costi, che saranno così organizzati:

1) Retta fissa che comprende il progetto educativo di base. La retta è definita come giorni di occupazione del posto letto. Nella retta sono comprese:

  • Supporto dei tutor per l’autonomia, reperibili h 24, 7 giorni su 7.
  • Utenze della casa.
  • Spese condominiali.
  • Spese dell’alloggio.

2) A questa quota base si somma un pacchetto modulabile da stipulare con i Servizi di riferimento. Questa quota può variare a seconda della condizione economica dell’utente (se ha un lavoro, se percepisce sussidio statele…). Per incentivare e rafforzare l’autonomia economia del giovane ed evitare il puro assistenzialismo, questa quota verrà gestita direttamente dal giovane (con il tutor per l’autonomia e un diario delle spese personale) e comprende:

  • Spese vive di vitto (alimenti per i 3 pasti giornalieri)
  • Spese personali (indumenti, uscite, sport…)
  • Spese telefoniche
  • Spese per i trasporti
  • Piccolo fondo economico per la futura autonomia Nella retta non sono compresi:
  • Eventuali cure mediche specialistiche, non coperte dal Servizio Sanitario pubblico.
  • Eventuali interventi psicologici e terapeutici.

Servizio Care Leavers a bassa soglia

Su richiesta dei Servizi interessati, sarà fornito un preventivo specifico e dettagliato dei costi, che saranno calcolati sui giorni di frequenza.